Sogno e Obiettivo nell’avere una casa.

 
casa2 Ogni uomo considera la casa come la realizzazione di un sogno, di un progetto di vita, come, in fondo, un punto d’arrivo e non come un punto di partenza, un trampolino da cui lanciarsi verso una nuova avventura della vita.
 
Molte persone purtroppo sono ancora legate ad alcuni preconcetti nei riguardi di determinati "valori" dettati più da un uso sociale che da un vero e proprio modo di essere interiore.
 
Un uomo ed una donna, per essere realizzati oggi, devono sposarsi, comprare una casa, fare dei figli e … Poi?
Non dico che tutto ciò sia in se sbagliato ma è, a mio parere un limite, quando questo diviene l’Obiettivo della vita.
 
Quanti giovani oggi prendono in fretta e furia una casa in affitto perché I genitori pressano che devono sposarsi e "regolarizzare" la loro posizione? E quanti non si sposano perché demoralizzati dagli insuccessi crescenti dei matrimoni e restano "co mammà" che gli da "sicurezza"?
 
Ma di quale sicurezza si parla quando questa situazione porta l’affrontare la vita come


un’eventualità da allontanare nel tempo il più possibile?
 
D’altro canto come affrontare un matrimonio, specie per un uomo o una donna che economicamente si sono creati, o hanno ereditato, una posizione, quando in caso di fallimento, si deve pagare "a vita" l’errore sotto forma di "alimenti"?
Liberi di sposarsi vuol dire liberi di scegliere quando sposarsi, ma anche quando separarsi. Chi nulla aveva prima del matrimonio, nulla deve avere anche dopo: che senso ha che lo Stato tuteli il tenore di vita goduto durante il matrimonio della parte debole, quando la parte debole non è in grado di auto tutelarsi? Al limite si potrebbe prevedere un periodo di alimenti, al fine di non creare nella parte debole un’assuefazione ed una situazione di comodo, ma di tutelare comunque il periodo tragico susseguente la separazione per una persona che, magari, nella sua vita, non ha mai lavorato.
 
La voglia di famiglia si incrementa incrementando la volontà di rimanere insieme, non ostacolando la libera scelta di separarsi, incentivando chi non si separa, ma non penalizzando chi fa questa scelta e, soprattutto, non penalizzando una sola delle due parti, quella "economicamente forte".
 
In questo senso la casa deve essere un obiettivo, sì, ma non un traguardo, e quindi la scelta deve essere ponderata IN SE e non come funzionale ad un matrimonio.
 
Poche persone pensano ad acquistare una casa, se non in vista di un matrimonio. Troppe persone affittano un’ appartamento spendendo di canone più di quanto spenderebbero se perdessero un PO di tempo ad esplorare il mercato immobiliare e quello del credito, solo perché hanno "fretta" di sposarsi. Sposarsi e comprare una casa devono essere due obiettivi da raggiungere nella vita, devono essere due passi importanti, ma scollegati fra loro.
 
Io personalmente non sono sposato e non credo che non lo sarò fino a quando la legge sul matrimonio, e soprattutto, quella sul divorzio, non sopprimerà alcune tutele. Da anni convivo con una Donna stupenda con la quale ho condiviso periodi belli e brutti della mia vita, camminando uno affianco all’altro, senza nessuno che obbedisce o che comanda, ma ognuno che "guida" il settore della vita comune nel quale è più abile, chi nella cucina, chi nel rapporto con le persone, chi nella burocrazia, chi nel rapporto con le organizzazioni sociali. Due persone che, ad oggi e da alcuni anni, condividono consapevolmente e liberamente la loro vita, che hanno vissuto in affitto per alcuni mesi in una casa quando hanno avuto la voglia di iniziare a convivere,e che hanno sfruttato quel tempo per cercare insieme una casa usando il credito nel modo opportuno.
 
Domani staremo ancora insieme? Questa è la scommessa! Riscoprirsi uniti giorno dopo giorno, senza "certezze contrattuali e legali" ma nella certezza dell’affetto e della stima che ci lega … Cresciamo insieme e se un domani decideremo che non è il caso di condividere ancora le nostre vite, ognuno andrà per la sua strada, cresciuto nell’animo e nelle esperienze, senza altro obbligo che quello di amare e crescere gli eventuali figli che decideremo insieme di far vivere in questo mondo: I figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti di quelli nati nel matrimonio, ed è giusto che sia così, loro non scelgono e vanno tutelati da genitori che non sanno amare e non sentono il dovere di crescere I propri figli, ma un uomo ed una donna SCELGONO il loro compagno, e se non è quello giusto nessuno Stato ha il diritto di TUTELARE UNA FAMIGLIA CHE HA DECISO DI NON ESSERE PIÙ’ TALE.
     

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