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Essere Donne Soldato oggi
Essere donna oggi nelle FF.AA. dello Stato è una sfida vecchia, ma sempre nuova.
Le prime donne ad indossare una divisa e a interagire fianco a fianco con i colleghi uomini sono state le appartenenti alla Polizia di Stato, e, già allora, l’Amministrazione Pubblica si è trovata a dover affrontare problematiche inerenti il vestiario, l’assistenza sanitaria, i diritti della lavoratrice-madre, le problematiche inerenti l’impiego in ordine pubblico…
L’ingresso delle Donne nelle FF.AA., invece di essere un’occasione per la crescita e lo sviluppo del sistema, è stata ulteriore causa di inviluppo, in quanto le FF.AA. non hanno fatto assolutamente tesoro dell’esperienza decennale delle FF.PP. nelle problematiche inerenti il personale di sesso femminile, decidendo invece
di iniziare da capo a gestirlo, trovandosi conseguentemente di fronte a problemi già visti, e quindi si è perso tempo nel cercare soluzioni quando in realtà esse già da tempo esistevano.
Giorno dopo giorno eroiche soldatesse combattono una guerra contro il sistema per far sì che il sistema stesso si accorga che loro sono semplicemente soldati in un’Italia ancora non pronta a vedere le proprie figlie combattere con un fucile in mano, non ancora pronto a vederle tornare avvolte nel nostro Tricolore, sorte che non auguro assolutamente, ma possibilità che certo esiste, derivante, come per gli uomini, da una scelta di vita fatta.
Ma non tutte le donne soldato sono così. Le meccaniche uomo-donna, l’innata “cavalleria” si ritiene debba essere carattere distintivo per un soldato, hanno fatto la loro parte e sono state gioco facile per quelle donne che, fingendosi indifese e affermando di dover “PER FORZA” passare nelle FF.AA. prima di poter divenire Poliziotte, Carabiniere, hanno sfoderato le loro armi di seduzione, false deboli e vere furbe nell’evitare gli impegni di una vita “di frontiera” come quella in un’organizzazione militare, trovando il loro lavoretto da segretarie con la mimetica anziché la minigonna.
Queste donne stanno distruggendo sul nascere l’idea che un militare vero, che non cade in questi giochetti ma le considera semplicemente SOLDATI, potesse avere dei vantaggi di avere le Donne nelle Forze Armate.
Vantaggi sì, un ulteriore treno sul quale gli uomini, in quanto “esseri superiori” non si sono abbassati a prendere: il treno dei vantaggi dati alle donne in quanto tali.
Qualche esempio? in molte caserme i soldati di basso rango uomini dormono in camerate, classiche e normali, i soldati di basso rango donne vivono in camere da 2, massimo 4 persone. Gli uomini hanno le turche e le docce senza tendine, le donne hanno la tazza, il bidet e le tendine. Ebbene, io non dico che non sia giusto che loro ce l’abbiano, ma non è giusto, a mio parere, che la qualità della vita tra parigrado sia così diversa, solo perché uno è uomo e l’altro è donna.
L’ufficiale di Picchetto uomo non può entrare di notte negli alloggi femminili (ebbene si, per gli Stati Maggiori della Difesa gli Ufficiali e Sottufficiali delle Forze Armate sono una mandria di erotomani che non aspettano altro che poter fare un’ispezione notturna nelle camerate per saltare addosso ad una donna), e deve “SUONARE IL CAMPANELLO E ASPETTARE CHE IL PIANTONE GLI DICA CHE TUTTO VA BENE”, mentre può entrare a suo piacimento nelle camerate degli uomini.
Queste regole sono state dettate dallo spirito maschilista e sessuofobico che imperversa nella realtà italiana, per un mal compreso senso di rispetto, e cadono ora in evidente contraddizione, quando sono arrivati gli Ufficiali e i Sottufficiali DONNE, che quindi, stando alle regole, non possono entrare nelle camerate delle DONNE, ma possono ispezionare a piacimento quelle degli uomini, che, essendo nella loro camera, potrebbero essere tranquillamente anche nudi … Ah già, dimenticavo, gli ufficiali e sottufficiali donne non sono erotomane.
La soluzione più ovvia? Quella non scelta: Camerette da 4 per TUTTI o per nessuno. Se per tutti, allora l’ispezione notturna verrebbe fatta da uomini e donne nelle stesse modalità, se per nessuno, si presenterebbe per TUTTI il problema di non far mischiare i sessi quando ci sono le ispezioni e quindi 2 UFFICIALI DI PICCHETTO CHE FANNO LE ISPEZIONI NOTTURNE UNO AGLI UOMINI E UNO ALLE DONNE. Ehi avverto subito che la mia è IRONIA, non vorrei che qualcuno dello Stato Maggiore leggesse questo mio E LO FACESSE DAVVERO!
Un dubbio mi viene: Ma non è forse che le ispezioni notturne siano un retaggio del passato, dovuto al fatto che una volta c’erano i COSCRITTI e quindi giovani ragazzetti FORZATI a stare li, con l’evidente rischio di atti vandalici o nonnismi vari, cose che non hanno senso in un esercito di professionisti? In fondo negli alloggi degli ufficiali e sottufficiali, per la maggior parte professionisti da sempre, non è mai passata l’ispezione notturna.
O sarà forse che, essendo per la maggior parte i volontari COSTRETTI ad appartenere alle FF.AA. prima di poter raggiungere la divisa che veramente sognano, siano null’altro che una forma più costosa di COSCRITTI?
Ma non sarà forse il caso che le FF.AA. inizino a risparmiare le energie spese per pianificare come mantenere retaggi del passato, e si decidano a dare una nuova VERA IMMAGINE DI PROFESSIONALITÀ’ ALLE FF.AA., non mi risulta che il piantone di un commissariato di Polizia o il Funzionario di turno, facciano l’ispezione notturna al commissariato, uomini o donne che siano.
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