Se il consigliere Petrelli ha avuto un attimo di smarrimento prima di trovare la giusta vena per rispondere al nostro comunicato riguardante la Caserma Piave, La Destra non ha tentennamenti di sorta nel continuare a denunciare una situazione incancrenita dal tempo e dall’immobilismo delle autorità locali, di maggioranza e minoranza.
Siamo contenti nell’apprendere che il consigliere Petrelli vada fiero della sua carriera militare. Ne siamo davvero felici. E lo
rassicuriamo anche sulla nostra conoscenza dei regolamenti militari in merito alle attività politiche degli appartenenti alle Forze Armate. Non siamo degli sprovveduti come Petrelli intende far capire. Anzi. Se affermiamo che alcuni consiglieri sono tali anche grazie ai voti dei militari presenti a Civitavecchia sappiamo quello che diciamo. Così come comprendiamo bene che non ci lanciamo in critiche smodate semplicemente per dire “l’avevamo detto” come invece intende dire il consigliere Petrelli che si accontenta della risposta del ministro La Russa, che, forse e diciamo forse, lo conosciamo meglio noi di lui e sappiamo leggere tra le righe della sua risposta in Parlamento.
Petrelli si sente dunque tranquillo? Buon per lui e buono per tutti quei militari che fanno politica perché come prevede una norma delle Forze Armate, i militi che hanno impegni politici (o meglio sono stati eletti in organismi istituzionali quali consigli comunali provinciali e regionali) non possono essere trasferiti.
A questo punto vorrà dire che La Destra offrirà ospitalità nelle proprie liste a tutti quei militari della Piave che vorranno candidarsi per le prossime comunali in modo tale che potranno rimanere in città e non essere trasferiti a Bracciano. Del resto conosciamo bene il politichese, quanto e forse più di Petrelli, e quando un ministro afferma che si sta effettuando un approfondito studio riguardo l’eventuale ridislocamento a Bracciano di una parte del 7 NBC, tradotto in popolano sta a
significare che tutto è già fatto e pronto per essere messo in atto. Forse il consigliere di Ambiente e Lavoro pensava avessimo la sveglia al collo, peccato che mastichiamo di politica da decenni e conosciamo bene il ministro in questione per militanza nello stesso partito.
Non entriamo nel merito delle parole del consigliere Alagna che non conosciamo. Di certo non abbiamo copiato nessuno, se non fosse altro che sono mesi e mesi che spingiamo sul tasto della chiusura della Piave opponendoci con forza. Casomai sono tutte le altre forze politiche che hanno preso posizione, pro o contro, molto dopo le nostre denunce. Resta comunque il fatto che non siamo qui a far polemica sull’imprimatur della protesta, noi siamo qui semplicemente per denunciare una situazione fatta passare sotto silenzio. Un silenzio colpevole da parte del Pincio e di tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale. Per noi contano i militari e le loro famiglie, l’indotto cittadino e il danno che deriverà al nostro territorio dalla chiusura di una caserma. Seppur parziale che sia. Questo a noi interessa e non le inutili e sterili polemiche di qualche persona.
Quindi nessuna caduta di stile né frettolosa lettura della risposta del Ministro La Russa. Nessun moto impulsivo. Noi, a differenza del consigliere Petrelli, non abbiamo bisogno di trovare adepti o elettori all’interno della Caserma Piave. Le persone sanno discernere autonomamente e sanno chi premiare e chi bocciare, a prescindere dalle azioni dei politici. In fondo noi non “urliamo”, noi puntiamo il dito, mettiamo nero su bianco, denunciamo il malgoverno bianco, nero, giallo o rosso che sia. Siamo politicamente scorretti in un mondo di politicamente corretti e fintobuonisti. Siamo schietti e popolari, denunciamo il grave problema della Piave così come il dramma dell’emergenza abitativa. Per questo sarà difficile per noi calare un “pietoso velo di silenzio” come invece vorrebbero tutti coloro che, probabilmente, conoscono poco, molto poco il vero senso del fare politica.
fonte: La Destra di Civitavecchia



