Mi trovo nuovamente costretto a rispondere ad un comunicato, stavolta redatto almeno con toni degni di una forza politico-sociale, a me indirizzato dalla Destra di Civitavecchia.
Sarebbe anche divertente continuare a discernere su sofismi e dialettica, se il problema non fosse talmente serio da non permettercelo.
L’attimo di smarrimento non era dovuto al fatto di leggere preoccupazione per le sorti della Caserma Piave, che condivido, ma era dato dal vedere un attacco portatomi con tanta veemenza da una forza politica che, ve ne do atto, ha combattuto quanto me per non far trasferire la Piave.
Quello che mi chiedo, e chiedo alla Destra, è perché questo problema deve divenire una gara a chi è il più bravo, gara che non interessa a nessuno, o, peggio, deve diventare un’occasione per buttare fango a palate indistintamente su tutti.
Se noi di Ambiente e Lavoro, voi de La Destra, l’Onorevole Tidei, insieme all’Onorevole Barbato e il Consigliere Alagna (esponente Civico, unico che ha portato in Regione il problema Piave) fossimo rimasti in silenzio, forse la Piave sarebbe stata chiusa in sordina, ed un Ministro non si sarebbe scomodato per fare dichiarazioni ufficiali sulle sorti della Caserma Piave.
So quanto voi cosa realmente significa la risposta in Parlamento, ed in quali stanze materialmente vengono pianificati questi movimenti, e vi assicuro che non dormo tranquillo, ma, vi chiedo, senza queste dichiarazioni del Ministro, quali appigli avremmo avuto per continuare la battaglia? Nessuno!
Ora è il Ministro stesso a chiarire che una consistente parte del 7° Reggimento rimarrà a Civitavecchia (badasi “A Civitavecchia”, non all’interno della struttura della Caserma Piave, l’italiano è importante quanto il politichese) e che i trasferimenti si effettueranno tenendo “in debita considerazione le preferenze del personale attualmente stanziato in CIVITAVECCHIA”.
Il Ministro non manterrà le Sue stesse parole, che non sono rimaste tali ma sono state impresse nero su bianco?
Ebbene sono sicuro che tanto La Destra quanto Ambiente e Lavoro saranno pronti a rammentarglieLe, a denunciare all’opinione pubblica, in una parola a combattere perché questa città, in primis, non venga depauperata di un’altra sua risorsa, e perché quanto promesso dal Ministro in persona venga mantenuto.
Avrei facile gioco per riaccendere la polemica ricordando a “La Destra” che le persone che possono occupare cariche istituzionali nel comprensorio non sono centinaia quanti sono i militari della Piave e quindi, anche se ha un bell’effetto giornalistico, il fatto di proporre di iscriverli nelle loro liste non credo sia sufficiente ad evitarne il trasferimento, dato che moltissimi rimarrebbero fuori.
Inoltre quei pochi che potrebbero entrare nelle liste, non è detto che riescano a raccogliere voti sufficienti per essere comunque tutti eletti, ma ritengo che voi questo lo sappiate anche meglio di me. E’ stato solo un artefizio retorico per precisare che io personalmente non rischio il trasferimento, un trucco dialettico che rischia di ingenerare, in chi non segue dappresso i meccanismi della politica, molta confusione.
Voglio ricordare che, se gli eventi proseguono come si sono avviati in questi tempi, e come personalmente mi auspico visto il
totale fallimento della “politica del fare”, fra non molto ci sarà una nuova tornata elettorale e quindi, non essendo imminente, come ben sanno i militanti de “La Destra”, il trasferimento di alcuni della Piave, anche io sono “nel mucchio”, non essendo matematicamente certo di essere rieletto.
Se accettano una battuta, e come tale spero verrà presa, forse mi converrebbe candidarmi con La Destra … non sia mai riuscissero davvero a portare tutti i militari della Piave in Consiglio Comunale. Potremmo tenere la seduta del Consiglio in piazzale subito dopo l’alzabandiera!
Tornando alla serietà dovuta all’argomento, voglio dire che bene hanno fatto i militanti della Destra a denunciare l’immobilismo di taluni personaggi politici, ma fare di tutt’erba un fascio, benché facile, non è quasi mai corretto.
Quello che mi ha fatto trasalire leggendo il vostro primo comunicato è che spendevate righe e righe per convincere che solo voi, e nessun altro, si era battuto per la Piave, e che quindi gli attuali occupanti del Pincio non dovevano essere rivotati.
Preferisco non leggere tra le righe chi sarebbe stato dovuto votare al loro posto, secondo la Destra, e lascio a chi legge e giudica, e cioè i cittadini, il giudizio in merito, ma voglio soffermarmi sul secondo punto che mi ha lasciato interdetto: Dov’è la proposta? Cosa propone la Destra, oltre a candidare un’intera caserma nelle loro liste, per risolvere la situazione?
Non trovo una proposta e allora la faccio io:
Ma perché, invece di perdere tempo nello scagliarsi contro di me non ci si scaglia, magari insieme, contro un Sindaco che già si sfrega le mani pensando di aver trovato la soluzione per la dislocazione del Polo Universitario, sfruttando il trasferimento della Piave e quindi sulla pelle dei suoi occupanti?
Forse perché può sembrare più facile scagliarsi contro di me, dato che ho poco spazio sulla stampa per replicare e per questo sono costretto ad “importunare” i pendolari svegliando alle 5 del mattino per informarli su quello che succede in città?
L’arte del frainteso e del fraintendere, la scelta meticolosa del termine e l’uso della dialettica sono armi che devono far parte dell’arsenale di chi, come voi stessi dite, ma consentitemi, vale anche per me, da decenni si occupa di politica, ma la gente è stufa proprio di questo, dei politici che si azzuffano.
Ripeto quindi infine il mio invito a calare un velo di pietoso silenzio sulle ingiustificate ed ingiustificabili accuse che mi avete gratuitamente lanciato contro, ma solo su quelle.
Smettiamo di sprecare energie in questa stupida gara a chi è il più bravo, nella quale forzosamente mi portate e che non mi interessa, e combattiamo, anche insieme, anche con comunicati congiunti, anche con azioni congiunte, per arrivare al fine più importante: fare qualcosa di buono per la città e per i lavoratori della Piave!
Con doveroso, immutato, e mi auguro, d’ora in poi, con reciproco rispetto, vi saluto augurandovi ogni bene: Ad Maiora!
Vittorio Petrelli
Consigliere Comunale



