BARBATO. – Al Ministro della difesa. - Per sapere – permesso che:
sembrerebbe imminente la decisione di trasferire i reparti della Caserma Piave di Civitavecchia presso la struttura della Scuola di Artiglieria di Bracciano;
detto trasferimento sembra essere l’ennesimo dopo altri già avvenuti, nell’arco di pochi anni dal comprensorio stesso;
tale scelta si inserirebbe nell’ambito del programma di riorganizzazione del comparto della difesa dovuto in particolare ai sempre meno consistenti fondi ad esso destinati;
a seguito dell’abolizione della leva obbligatoria, la maggior parte dei componenti dei reparti militari interessati al trasferimento è formata da professionisti effettivi alla Caserma Piave;
lo spostamento dei reparti avrà innanzitutto ricadute negative sotto il profilo sociale in quanto gran parte del personale militare, radicato nel tessuto cittadino, sarebbe costretto al trasferimento o al pendolarismo da porre in essere con mezzi propri a discapito delle proprie famiglie che vedrebbero ridotte le loro possibilità economiche;
presso la Caserma Piave presta servizio anche un gran numero di persone addette a servizi quali mensa e pulizie, che vedrebbero così messi a rischio i loro posti di lavoro;
lo spostamento comporterebbe anche gravi danni economici alla città sia per la perdita di occupazione sia per il venir meno dei rapporti con le imprese locali, considerata la perenne crisi di posti di lavoro in tutto il comprensorio -:
se risponda al vero la notizia ormai diffusa su tutto il comprensorio di Civitavecchia che sia imminente il trasferimento dei reparti della Caserma Piave presso la struttura della Scuola di Artiglieria di Bracciano;
se in tale caso si sia proceduto ad una valutazione approfondita circa le gravi conseguenze economiche e sociali che deriverebbero alla città e all’intero comprensorio dal processo di trasferimento stesso.
(4-01049)
Risposta. - In premessa alla questione affrontata con l’interrogazione in esame relativa alla ventilata ipotesi di un trasferimento
dei Reparti della caserma «Piave» di Civitavecchia nelle caserme di Bracciano, si ritiene opportuno fare una breve premessa per chiarire l’ambito, entro cui far rientrare la questione stessa.
In primo luogo, è noto come il quadro geo-politico mondiale sia stato caratterizzato negli ultimi anni da un’ulteriore spinta
Ciò ha, conseguentemente, impresso un’accelerazione al processo di definizione di un nuovo modello di difesa nazionale, improntato a criteri di flessibilità ed adattamento alle variazioni del contesto strategico di riferimento.
Si è reso necessario, pertanto, uno sforzo di adeguamento strutturale delle Forze Armate, volto a realizzare uno strumento operativo moderno e sostenibile, rispondente ai compiti assegnati in relazione alle esigenze di sicurezza e di difesa nazionale ed internazionale.
Tale processo di radicale ristrutturazione e snellimento dell’organizzazione militare, attraverso provvedimenti di soppressione, accorpamento e riorganizzazione delle strutture, già avviato da alcuni anni e tuttora in divenire, è stato impostato in attuazione di una serie di atti normativi per meglio modulare l’organizzazione militare alle nuove esigenze, anche al fine di adeguarla alle riduzioni dei livelli organici (190.000 unità) stabilite dalla legge 14 novembre 2000, n. 331.
In buona sostanza, è in atto un processo finalizzato ad ottimizzare tutte le componenti delle Forze Armate, ossia quelle di vertice e delle seguenti aree: operativa, territoriale, della formazione, nonché della logistica. In ciò, razionalizzando, nel contempo, anche settori non propriamente combat in senso stretto, con conseguenti recuperi di risorse a vantaggio dell’operatività.
In tale contesto, anche l’esercito, coerentemente con le linee guida di tale processo di radicale trasformazione dell’intero strumento militare, sta procedendo ad un’ampia opera di razionalizzazione delle proprie strutture, che tiene necessariamente conto anche delle sempre più esigue risorse finanziarie.
La forza armata, dunque, sta effettuando, nella prospettiva di perseguire, comunque, soluzioni in grado di ottenere l’auspicabile miglior rapporto costo/efficacia, un approfondito studio riguardo all’eventuale ridislocazione in Bracciano di una parte del 7o reggimento difesa NBC «Cremona», alla luce di diversi profili di criticità di natura infrastrutturale, che presenta la caserma «Piave» che ospita tale reggimento.
Pertanto, non è stata assunta alcuna decisione definitiva, ma è in atto – come è consuetudine dell’amministrazione a premessa di ogni eventuale provvedimento ordinativo – l’opportuno approfondimento di tutti i principali aspetti di carattere sociale, economico ed infrastrutturale correlati alla possibile ridislocazione di una parte dell’unità in parola.
Ad ogni modo, qualora gli esiti di tale studio facciano propendere per il trasferimento di parte dell’unità, la forza armata attuerà il provvedimento con gradualità ed in modo parziale, tenendo, nel contempo, in debita considerazione le preferenze espresse dal personale attualmente stanziato in Civitavecchia ai fini del successivo reimpiego.
Infine, in ordine alle preoccupazioni circa i paventati riflessi negativi sull’economia della città di Civitavecchia dovuti ad un possibile depauperamento della presenza militare nel territorio, si fa notare che, oltre alla rimanente consistente aliquota dell’unità in argomento ed al cospicuo numero di personale in transito, sul territorio la presenza militare continua ad essere rilevante.
Infatti, in tale area sono stanziati diversi comandi ed unità dell’esercito, quali l’11o reggimento trasmissioni, il centro di simulazione e validazione dell’esercito ed il centro tecnico logistico interforze NBC.
Il Ministro della difesa: Ignazio La Russa.
fonte: Camera dei Deputati



