Sequestro di borsetta con tanto di riscatto

scippo Una volta le borse si scippavano, ora vengono “rapite”.

L’avvento e la diffusione delle carte di credito e dei bancomat ha convinto piano piano le persone a portare sempre meno contante in giro e ha messo in crisi la microcriminalità, che non godendo di conoscenze nel mondo dei ricettatori, non sa che farsene di bancomat e carte.

E Allora? Allora miglioriamo il concetto di scippo, avranno pensato questi criminali, ed inventiamo il “sequestro di borsetta”.

Spesso, infatti, il maggior disagio per chi viene scippato non è il perdere il poco denaro, ma tutti i giri che deve fare per cambiare le serrature, rifare i documenti, bloccare e far riemettere le carte di credito, eccetera  eccetera …

Ma cosa è successo quindi?

Nella tarda serata di martedì, una 45enne bitontina, mentre camminava in strada, è stata aggredita da un giovinastro che l’ha spinta violentemente facendola cadere procurandole la frattura dell’omero e varie escoriazioni.

Il ragazzetto, un 23enne barese già noto alle Forze dell’Ordine, si impossessa della borsa e se la dà a gambe.

Fin qui, purtroppo, ordinaria amministrazione in molte città.

Lo strano avviene poche ore dopo quando il marito della donna riceve una telefonata dallo scippatore che gli propone di trovarsi la notte successiva in una determinata via per ritirare i documenti ed il cellulare rubati alla signora, in cambio di 50 euro.

Il marito accetta, ma manda in sua vece i Carabinieri della Stazione di Bitonto che accettano lo scambio, recuperano documenti e cellulare, ma non gli danno le 50 euro, ma un bel paio di braccialetti per i polsi.

Ora la parola passa al giudice che forse aggiungerà alle manette anche qualche mese di carcere.

Sarà stato sufficiente il riscatto in questo strano caso di sequestro di borsetta?

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