Poveri, poveri ricchi: 2 yacht su 3 intestati a nullatenenti

yacht Nonnetti sprint, barboni con il “piede marino”, oppure mezzi “di servizio” di qualche società italiana o straniera, questo il profilo del 64% dei proprietari di yacht in Italia. Lo dichiara l’associazione contribuenti italiani che, grazie al suo Sportello del Contribuente monitorizza il fenomeno dell’evasione fiscale nel nostro bel Paese.

Ne hanno parlato oggi a Capri durante il secondo simposio internazionale al quale partecipano i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei. Analizzando i dati del Ministero delle Finanze e dello Sportello del Contribuente si disegna un quadro della situazione economica degli italiani che definirla incredibile è poco: solo lo 0,2 % dei cittadini supera i 200.000 euro l’anno di redditi, mentre la stragrande maggioranza non supera i 15.000 euro l’anno.

Una situazione drammatica di povertà, se non fosse che il mercato del lusso sia salito del 2,4% nel 2009 e, addirittura, del 4,8% nel 2010. Questi poveri ricchi, agli occhi del fisco alcuni addirittura nullatenenti, risultano acquirenti di beni di lusso come auto di grossa cilindrata, Yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante l’introduzione del nuovo redditometro da parte del fisco.

“E’ ora di finirla con modeste misure di contrasto all’evasione fiscale, come il nuovo redditometro – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – È necessaria un’illuminante politica di collaborazione con le associazioni dei contribuenti che operano da tempo sul fronte della Tax Compliance, generando una autentica cultura antievasione. Come è accaduto durante la crisi finanziaria del sistema creditizio, è necessario assegnare ai Prefetti un ruolo nel controllo nella lotta all’evasione fiscale con la costituzione di un osservatorio sulla Tax Compliance presso tutte le Prefetture e la partecipazione di tutti i diretti interessati: i rappresentanti delle società, i rappresentati del fisco e degli intermediari, i rappresentanti dei lavoratori ed i rappresentanti dei contribuenti, con il Prefetto che coordinerà il tavolo. L’osservatorio – conclude Carlomagno – dovrà migliorare i rapporti tra fisco e contribuenti, per evitare che l’evasione dilaghi nel nostro paese".

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