di Samuele Anselmo
Moscherini probabilmente ritorna al porto, al posto dell’onorevole Fabio Ciani
Civitavecchia. Su un giornale locale, generalmente critico nei confronti del Sindaco Gianni Moscherini, ho visto la fotografia di quest’ultimo a centro pagina, occhiali scuri e cravatta nera a pallini chiari che conferivano ulteriore fascino ad un personaggio misterioso, austero ed elegante. Il bianco e nero del giornale assicurava ulteriore fascino al personaggio.
Volto da “macho”, un impazzimento per fan e pin up. Il giornale attenuava il suo consueto atteggiamento critico verso il sindaco ed annunciava che lo stesso sarebbe per essere nominato come commissario alla testa del network portuale Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta. Il giornale evidentemente si predispone a subire, anch’esso, il fascino (generalmente si chiama potere) del nuovo probabile comandante dopo anni al servizio dell’attuale presidente, onorevole Fabio Ciani, margheritino ora nel PD.
L’onorevole Ciani fu nominato alla carica di presidente del network portuale Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta dal centrosinistra regionale di Marrazzo e dal governo del tempo che n’accolse l’indicazione. Moscherini avanzò ricorso al TAR per la sua destituzione e la conseguente nomina di Ciani ed ora si predispone ad accoglierne la sentenza a lui favorevole (presumibilmente) che lo dovrebbe riportare di nuovo alla guida dell’organizzazione portuale.
Non come presidente ma come commissario e, in ogni modo, lui avverte che tale carica non è incompatibile con quella di sindaco. Vuole dire che coprirà le due cariche senza dimettersi da una delle due.
Se dovesse ridiventare presidente del porto successivamente, sorgerebbe incompatibilità fra le due cariche, allora si dovrebbe dimettere da sindaco e sarebbero indette nuove elezioni.
Perciò Moscherini continua a vincere nel gioco perverso dello scontro per il potere locale. Che non è cosa da poco, specie se la vicenda si osserva da un’ottica nazionale in considerazione della carrettata di milioni di euro (miliardi e miliardi di lire) che Enel e governo dirottano da tempo verso Civitavecchia. Con grande smacco dell’onorevole Tidei, anche lui aspirante alla carica di presidente del porto e che, invidioso, ha sempre detto che Moscherini è arrivato a Civitavecchia con “le toppe al c…”.
Non che Tidei provenga dalla nobiltà o dall’alta borghesia ma, come dire, il suo posto al sole se lo è conquistato.
Malgrado i soldi arrivati da queste parti, i risultati in termini di occupazione (cioè come beneficio per le classi più povere) e sviluppo è ancora da constatare, però questo Moscherini fa le cose che riesce a fare e non sono poche. Per queste – su cui ritorneremo in futuro – non sono in completo accordo con chi verso l’attuale sindaco esprime giudizi del tutto negativi. Non che siano compiutamente positivi, però nella valutazione occorre maggiore cautela ed equilibrio.
Ora il Moscherini candidato a diventare commissario del porto esprime i suoi giudizi sul presidente possibile uscente, onorevole Ciani: “Comunque vadano le cose, Ciani dovrebbe tornare a fare ciò che sa fare (a proposito: cosa? Ndg). Non è che si può pensare di coprire una poltrona in questo modo. Non sta mostrando alcun senso di responsabilità continuando a volere rimanere ancorato (si noti il termine marinaro; in termini più terra terra vuole dire col c… attaccato alla poltrona … per evidenti motivi ideali… ci mancherebbe altro!) a questo posto, non sapendo svolgere bene il proprio lavoro”.
E’ evidente che, nel giudizio del Moscherini, incide la polemica fra schieramenti opposti: lui del Pdl, Ciani del PD, di cui i due sono espressione nella gestione del potere locale, l’uno amministrativo, l’altro portuale. Però il giudizio è netto e nemmeno ci risulta che l’onorevole Ciani abbia mai acquisito particolari meriti nella direzione di strutture portuali.
Ciani sta in quel posto probabilmente per “meriti” di spartizioni fra l’ex Margherita e l’ex DS. Non a caso la sua presenza fu accolta con insofferenza dal deputato locale ex Ds, attualmente anche lui PD, Pietro Tidei; anche lui aspirante a “coprire” – come dice Moscherini – quella poltrona. Anche Tidei, come Moscherini, avanzò ricorso contro Ciani malgrado facessero parte dello stesso schieramento politico. Ciò che dimostra l’insofferenza di cui si diceva prima.
Mi chiedo il perché di tali e tante aspirazioni a “coprire” quella poltrona. In definitiva Ciani è un ex deputato nazionale ed europeo ed ex consigliere regionale del Lazio, Tidei già sindaco e attualmente deputato, Moscherini attualmente sindaco e con una carriera politica, ma non solo, aperta per i suoi successi elettorali in città ma anche per indubbie capacità manageriali.
Perciò tutti i tre sono abbastanza “saziati” da cariche e denaro.
Mi chiedo anche perché Moscherini ha dato dell’incompetente a Ciani e dove mai si acquisiscano le capacità di dirigere un porto. Lui è stato a lungo nel sindacato nazionale trasporti, gli altri due da nessuna parte nel settore, ma può bastare in un senso o nell’altro?
No, non può bastare. Oppure può bastare se tutto viene inquadrato nella logica perversa delle spartizioni per appartenenze politiche, dei gruppi, sottogruppi, centrali di potere, finanziamenti ai partiti, banche, affari, pubblici e privati, ed altre “pinzillacchere” del genere. Cose da pazzi, anzi da… seconda repubblica. Si dica se, alla luce di queste cose, non sia preferibile la prima.
Poi, può bastare anche per ciò che da questi incarichi si percepisce. Stipendi, prestigio sociale, avanzamenti conseguenti, considerazione nei salotti buoni, rispetto, colletti bianchi e meno bianchi, rispetto e tanta paura da parte della povera gente. Si sa: il potere è anche discreto e si costruisce non solo sul consenso ma anche sulla forza e sulla paura.
Povera gente, dicevamo, che non percepisce nemmeno la centesima parte di quello che percepiscono loro. A volte anche niente e rimangono in preda alla speranza ed a tanta, tanta disperazione. Anche io sono un disoccupato, anche io vivo la stessa rabbia, speranza e disperazione di tanti altri. Giorno dopo giorno questi avvenimenti fanno crescere la mia rabbia.
Ma ci sono anche altri motivi per questa mia rabbia: Mi sono state recapitate alcuni giorni or sono alcune notizie riguardo al bilancio preventivo del network (si intuisce perché si chiami così, non si capisce perché non si debba chiamare in italiano) portuale Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta dal quale risulta:
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che i dipendenti di questi tre porti sono ottantacinque (85);
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che complessivamente verranno spesi per le loro spettanze nel prossimo anno ben 12 milioni 212 mila e 364 euro, fra emolumenti netti, benefit, viaggi e liquidazioni di fine rapporto; questa cifra è pari a circa 24 miliardi di lire del vecchio conio ( cioè delle lire).
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I dirigenti ed i quadri dell’organizzazione portuale (cioè quelli che costano di più) sono 36, gli impiegati sono 49: in tutto 85.
Immaginiamo, per comodità di ragionamento, che tutti guadagnino in maniera uguale e con una semplice operazione matematica (una divisione) suddividiamo i 2.212.364 euro, previsti in bilancio per pagare i costi dei dipendenti, per 85 (ricordiamo che sono tanti i dipendenti).
Otteniamo la cifra di 146.064 euro annuali per ciascuno di loro. Cioè i dipendenti del porto (anzi dei tre porti) guadagnano in media cifre pari a duecentottanta milioni di lire all’anno ciascuno.
Ognuno di loro, ogni mese guadagnerà 12.168 euro, cioè circa 22 milioni di lire.
E chi paga queste cifre, tutti questi soldi? Un tempo si diceva: Pantalone!!!
Sarebbe interessante capire anche perché guadagnano così tanto. Saranno tutti scienziati!!!
Bene, abbiamo fatto un ragionamento semplice e di semplice suddivisione delle spese previste in maniera uguale fra tutti i dipendenti, ma sappiamo bene che nel porto (anzi, nei porti) le alte cariche sono più uguali degli altri dipendenti e che gli autisti (sembra che l’attuale presidente Ciani ne abbia tre, Moscherini prima ne aveva solo due, poveretto!) le segretarie, gli uscieri e la manovalanza in genere guadagnano molto ma molto meno rispetto agli impiegati, i quali guadagnano meno ma molto meno rispetto ai quadri intermedi, i quali guadagnano meno ma molto meno rispetto ai loro dirigenti, i quali guadagnano meno ma molto meno rispetto al segretario generale ed al presidente. E può bastare per continuare a ragionare come persone semplici e senza troppi ca… villi.
Lasciamo alla fantasia dei lettori immaginare quanto guadagna Ciani oppure quanto guadagnava, quando ricopriva contemporaneamente la carica di deputato europeo e presidente del porto. Insomma, non dovrebbe essere preoccupato per la pensione!
Ma quanti e quanti cittadini non guadagnano queste cifre, anzi percepiscono salari da fame? Quanti pensionati percepiscono tanto poco da collocarsi al di sotto di ogni media di povertà (700/800 euro mensili), quanti giovani con tanto di studi, lauree o diplomi o master o tutto ciò che si vuole guardano alla vita con ansia, quanta miseria c’è nella nostra città, nel Paese, nel mondo.
Quante difficoltà, paure, apprensione per noi stessi e per i nostri figli. Quante difficoltà e quanti dolori.
E quanti guadagnano tanto, con tanto di copertura legale, e nemmeno saprebbero fare il loro mestiere come, fra l’altro, ha affermato Moscherini giudicando Ciani?
Non sarebbe forse l’ora di porre un tetto retributivo alle cariche della politica, dirette ed indirette?
Non sarebbe l’ora di proporre un referendum anche per questa materia?
I porti di Civitavecchia-Roma-Fiumicino al centro di una nuova querelle.
di Samuele Anselmo
Moscherini probabilmente ritorna al porto, al posto dell’onorevole Fabio Ciani
Volto da “macho”, un impazzimento per fan e pin up. Il giornale attenuava il suo consueto atteggiamento critico verso il sindaco ed annunciava che lo stesso sarebbe per essere nominato come commissario alla testa del network portuale Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta. Il giornale evidentemente si predispone a subire, anch’esso, il fascino (generalmente si chiama potere) del nuovo probabile comandante dopo anni al servizio dell’attuale presidente, onorevole Fabio Ciani, margheritino ora nel PD.
L’onorevole Ciani fu nominato alla carica di presidente del network portuale Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta dal centrosinistra regionale di Marrazzo e dal governo del tempo che n’accolse l’indicazione. Moscherini avanzò ricorso al TAR per la sua destituzione e la conseguente nomina di Ciani ed ora si predispone ad accoglierne la sentenza a lui favorevole (presumibilmente) che lo dovrebbe riportare di nuovo alla guida dell’organizzazione portuale.
Non come presidente ma come commissario e, in ogni modo, lui avverte che tale carica non è incompatibile con quella di sindaco. Vuole dire che coprirà le due cariche senza dimettersi da una delle due.
Se dovesse ridiventare presidente del porto successivamente, sorgerebbe incompatibilità fra le due cariche, allora si dovrebbe dimettere da sindaco e sarebbero indette nuove elezioni.
Perciò Moscherini continua a vincere nel gioco perverso dello scontro per il potere locale. Che non è cosa da poco, specie se la vicenda si osserva da un’ottica nazionale in considerazione della carrettata di milioni di euro (miliardi e miliardi di lire) che Enel e governo dirottano da tempo verso Civitavecchia. Con grande smacco dell’onorevole Tidei, anche lui aspirante alla carica di presidente del porto e che, invidioso, ha sempre detto che Moscherini è arrivato a Civitavecchia con “le toppe al c…”.
Non che Tidei provenga dalla nobiltà o dall’alta borghesia ma, come dire, il suo posto al sole se lo è conquistato.
Malgrado i soldi arrivati da queste parti, i risultati in termini di occupazione (cioè come beneficio per le classi più povere) e sviluppo è ancora da constatare, però questo Moscherini fa le cose che riesce a fare e non sono poche. Per queste – su cui ritorneremo in futuro – non sono in completo accordo con chi verso l’attuale sindaco esprime giudizi del tutto negativi. Non che siano compiutamente positivi, però nella valutazione occorre maggiore cautela ed equilibrio.
Ora il Moscherini candidato a diventare commissario del porto esprime i suoi giudizi sul presidente possibile uscente, onorevole Ciani: “Comunque vadano le cose, Ciani dovrebbe tornare a fare ciò che sa fare (a proposito: cosa? Ndg). Non è che si può pensare di coprire una poltrona in questo modo. Non sta mostrando alcun senso di responsabilità continuando a volere rimanere ancorato (si noti il termine marinaro; in termini più terra terra vuole dire col c… attaccato alla poltrona … per evidenti motivi ideali… ci mancherebbe altro!) a questo posto, non sapendo svolgere bene il proprio lavoro”.
E’ evidente che, nel giudizio del Moscherini, incide la polemica fra schieramenti opposti: lui del Pdl, Ciani del PD, di cui i due sono espressione nella gestione del potere locale, l’uno amministrativo, l’altro portuale. Però il giudizio è netto e nemmeno ci risulta che l’onorevole Ciani abbia mai acquisito particolari meriti nella direzione di strutture portuali.
Ciani sta in quel posto probabilmente per “meriti” di spartizioni fra l’ex Margherita e l’ex DS. Non a caso la sua presenza fu accolta con insofferenza dal deputato locale ex Ds, attualmente anche lui PD, Pietro Tidei; anche lui aspirante a “coprire” – come dice Moscherini – quella poltrona. Anche Tidei, come Moscherini, avanzò ricorso contro Ciani malgrado facessero parte dello stesso schieramento politico. Ciò che dimostra l’insofferenza di cui si diceva prima.
Mi chiedo il perché di tali e tante aspirazioni a “coprire” quella poltrona. In definitiva Ciani è un ex deputato nazionale ed europeo ed ex consigliere regionale del Lazio, Tidei già sindaco e attualmente deputato, Moscherini attualmente sindaco e con una carriera politica, ma non solo, aperta per i suoi successi elettorali in città ma anche per indubbie capacità manageriali.
Perciò tutti i tre sono abbastanza “saziati” da cariche e denaro.
Mi chiedo anche perché Moscherini ha dato dell’incompetente a Ciani e dove mai si acquisiscano le capacità di dirigere un porto. Lui è stato a lungo nel sindacato nazionale trasporti, gli altri due da nessuna parte nel settore, ma può bastare in un senso o nell’altro?
No, non può bastare. Oppure può bastare se tutto viene inquadrato nella logica perversa delle spartizioni per appartenenze politiche, dei gruppi, sottogruppi, centrali di potere, finanziamenti ai partiti, banche, affari, pubblici e privati, ed altre “pinzillacchere” del genere. Cose da pazzi, anzi da… seconda repubblica. Si dica se, alla luce di queste cose, non sia preferibile la prima.
Poi, può bastare anche per ciò che da questi incarichi si percepisce. Stipendi, prestigio sociale, avanzamenti conseguenti, considerazione nei salotti buoni, rispetto, colletti bianchi e meno bianchi, rispetto e tanta paura da parte della povera gente. Si sa: il potere è anche discreto e si costruisce non solo sul consenso ma anche sulla forza e sulla paura.
Povera gente, dicevamo, che non percepisce nemmeno la centesima parte di quello che percepiscono loro. A volte anche niente e rimangono in preda alla speranza ed a tanta, tanta disperazione. Anche io sono un disoccupato, anche io vivo la stessa rabbia, speranza e disperazione di tanti altri. Giorno dopo giorno questi avvenimenti fanno crescere la mia rabbia.
Ma ci sono anche altri motivi per questa mia rabbia: Mi sono state recapitate alcuni giorni or sono alcune notizie riguardo al bilancio preventivo del network (si intuisce perché si chiami così, non si capisce perché non si debba chiamare in italiano) portuale Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta dal quale risulta:
Immaginiamo, per comodità di ragionamento, che tutti guadagnino in maniera uguale e con una semplice operazione matematica (una divisione) suddividiamo i 2.212.364 euro, previsti in bilancio per pagare i costi dei dipendenti, per 85 (ricordiamo che sono tanti i dipendenti).
Otteniamo la cifra di 146.064 euro annuali per ciascuno di loro. Cioè i dipendenti del porto (anzi dei tre porti) guadagnano in media cifre pari a duecentottanta milioni di lire all’anno ciascuno.
Ognuno di loro, ogni mese guadagnerà 12.168 euro, cioè circa 22 milioni di lire.
E chi paga queste cifre, tutti questi soldi? Un tempo si diceva: Pantalone!!!
Sarebbe interessante capire anche perché guadagnano così tanto. Saranno tutti scienziati!!!
Bene, abbiamo fatto un ragionamento semplice e di semplice suddivisione delle spese previste in maniera uguale fra tutti i dipendenti, ma sappiamo bene che nel porto (anzi, nei porti) le alte cariche sono più uguali degli altri dipendenti e che gli autisti (sembra che l’attuale presidente Ciani ne abbia tre, Moscherini prima ne aveva solo due, poveretto!) le segretarie, gli uscieri e la manovalanza in genere guadagnano molto ma molto meno rispetto agli impiegati, i quali guadagnano meno ma molto meno rispetto ai quadri intermedi, i quali guadagnano meno ma molto meno rispetto ai loro dirigenti, i quali guadagnano meno ma molto meno rispetto al segretario generale ed al presidente. E può bastare per continuare a ragionare come persone semplici e senza troppi ca… villi.
Lasciamo alla fantasia dei lettori immaginare quanto guadagna Ciani oppure quanto guadagnava, quando ricopriva contemporaneamente la carica di deputato europeo e presidente del porto. Insomma, non dovrebbe essere preoccupato per la pensione!
Ma quanti e quanti cittadini non guadagnano queste cifre, anzi percepiscono salari da fame? Quanti pensionati percepiscono tanto poco da collocarsi al di sotto di ogni media di povertà (700/800 euro mensili), quanti giovani con tanto di studi, lauree o diplomi o master o tutto ciò che si vuole guardano alla vita con ansia, quanta miseria c’è nella nostra città, nel Paese, nel mondo.
Quante difficoltà, paure, apprensione per noi stessi e per i nostri figli. Quante difficoltà e quanti dolori.
E quanti guadagnano tanto, con tanto di copertura legale, e nemmeno saprebbero fare il loro mestiere come, fra l’altro, ha affermato Moscherini giudicando Ciani?
Non sarebbe forse l’ora di porre un tetto retributivo alle cariche della politica, dirette ed indirette?
Non sarebbe l’ora di proporre un referendum anche per questa materia?
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