Gesù … e se fosse tutto vero?

gesu3ud2 A pensarci bene sarebbero cavoli… amari per molti.

Sono tante le “porcherie” emerse in questa settimana che ho deciso di evadere dal contesto delle cose delle quali generalmente mi occupo. Cioè di non fare una scelta, perché da qualunque parte mi giri rischio di cadere comunque nel letamaio. Così, un poco per evadere, un poco per cercare riposo e pace sono andato a scavare fra le categorie dell’anima dedicandomi a sfogliare il libro di Angelo Comastri: “Gesù”, edizioni san Paolo, pagg. 199 – serie: “i grandi maestri dello spirito”. Cito dal libro, col vostro permesso, alcune riflessioni di altrettanti personaggi storici. Più in avanti, spigolando qua e la, altre riflessioni sull’argomento da parte di altri personaggi non citati nel libro di Comastri, che, per inciso, è arciprete della basilica di san Pietro a Roma.

Ecco la prima, nientemeno di Napoleone Bonaparte: “Io conosco gli uomini e perciò vi dico che Gesù Cristo non è un semplice uomo. Gli spiriti superficiali trovano qualche rassomiglianza tra lui e i fondatori di imperi, i conquistatori e i dei di altre religioni, ma questa rassomiglianza non esiste. Tra il cristianesimo e qualsiasi altra religione c’è la differenza dell’infinito: Cristo è unico. Chi è quel morto che può conquistare la terra con un esercito fedele e devoto alla sua memoria? Chi può contare su soldati senza paga, senza brame di gloria terrena, votati solo ad ogni rinuncia? E con la promessa del martirio! E, finalmente, dico che non esisterebbe un dio nei cieli, se un semplice mortale potesse concepire e realizzare il gigantesco disegno di arrogarsi il culto supremo, usurpando il nome di Dio. L’unico, infatti, che abbia osato affermare categoricamente: “Io sono Dio” (che è ben diverso dal dire: io sono un dio”) è soltanto Gesù: la storia non ricorda nessun altro individuo che si sia attribuito questo titolo nel suo preciso significato… In che modo questo giudeo, questo figlio di un falegname ha potuto farsi credere Dio, l’Essere per eccellenza, il Creatore del cielo e della terra e pretendere d’essere adorato e riuscire ad edificare un tempio costruito non con le pietre, ma nel cuore degli uomini, con un prodigio che trascende tutti gli altri prodigi? Ciò si spiega soltanto perché Egli è Dio!”.

Sempre dal libro di Comastri, Fedor Dostoevskij: “Sono un figlio del secolo, un figlio della mancanza di fede e del dubbio quotidiani e lo sono fino al midollo. Quanti crudeli tormenti mi è costato e mi costa tuttora quel desiderio della fede che nell’anima mia è tanto più forte quanto sono presenti in me motivazioni contrarie! Tuttavia, Dio talvolta mi manda momenti nei quali mi sento assolutamente in pace. In quei momenti io ho dato forma in me ad un simbolo di fede nel quale tutto è per me chiaro e santo. Questo simbolo è molto semplice, eccolo: credere che non c’è nulla di più bello, di più profondo, di più ragionevole, di più coraggioso e di più perfetto di Cristo e con fervido amore ripetermi che non solo non c’è, ma non può esserci”.

Biagio Pascal, lunedì 23 novembre 1657, ore 22,30 circa , in un momento di grande emozione:

“Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe,

non dei filosofi o dei dotti.

Dio di Gesù Cristo.

Egli non si trova che per la via insegnata dal Vangelo.

Io me ne ero separato.

Che io non ne sia separato in eterno.

La vita eterna è questa: che conoscano te, solo vero Dio, e

Colui che hai mandato, Gesù Cristo!

Gesù Cristo!

Io me ne ero separato; io l’ho sfuggito, rinnegato, crocifisso.

Che non ne sia mai più separato”.

Il libro di monsignor Comastri, oggi cardinale, è un’eccellente lettura per l’approfondimento del tema dell’esistenza di Dio.

Abbandoniamo il libro e passiamo ad altro, anzi ad altri e sempre sullo stesso tema.

Roberto Benigni: “Il cervello non è lo strumento adatto per dimostrare l’esistenza di Dio. E’ come volere sentire il sapore del sale con il naso. Non c’è riuscito Lui stesso mandando Suo figlio sulla terra, figurati noi che non siamo neanche parenti alla lontana”.

Roberto Benigni: “Ragazzi, se c’è uno più pigro di lui. E’ stato proprio la pigrizia in persona, è stato un’eternità senza far niente. Prima di fare il mondo non ha fatto niente. Ma non un giorno, un’eternità! Poi, un giorno, sdraiato, decide di fare il mondo. E il settimo giorno: riposo! Da allora non l’ha visto più nessuno! Fosse venuto a fare un ritocco! Ce ne sarebbe anche bisogno!”

Achille Campanile.

“Il credente: Io sono un credente, signore, afflitto dal dubbio che Dio non esista.

L’ateo: Io peggio. Sono un ateo, signore, afflitto dal dubbio che Dio, invece, esista realmente.

E’ terribile”.

Dal Corano.

“Se Dio dovesse punire gli uomini secondo quel che meritano, non lascerebbe sulla faccia della terra neanche una bestia”.

“Il Dio dei cristiani è un padre che fa gran caso delle sue mele e assai poco dei suoi figli”.

“Dio non ha bisogno delle sue creature”

“Dio non imporrà all’anima più di quello che potrà sopportare”.

“Dio non commette ingiustizie contro gli uomini, sono gli uomini a commetter giustizie verso se stessi”.

Biagio Pascal: “Maometto non è stato predetto. Gesù Cristo è stato predetto”.

Fedor Dostoevskij: “Dio è il dolore che nasce dalla paura della morte”.

Francesco Bacone: “E’ meglio non avere alcuna opinione su Dio, che averne una indegna di lui”.

Così basta per riflettere sul bene dell’anima.

Alla prossima vi parlerò male del male, cioè del diavolo.

Evidentemente ognuno poi sarà libero di scegliere.

di Samuele Anselmo

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