Sara Scazzi: dai RIS nessuna prova scientifica

ris Nessuna arma del delitto, nessuna traccia biologica sulla cintura indicata da Michele Misseri come quella vista intorno al collo della nipote morta, nessuna traccia di Sarah Scazzi nel garage: nulla di nulla.

Questi i risultati dei RIS, il reparto di investigazioni scientifiche del carabinieri dopo due mesi di indagini.

Nessun aiuto giunge quindi alle indagini dalla Scienza, ma neppure, sembra, nessun danno viene fatto essendo più che sufficienti, stando a quanto esce dal palazzo della Procura, le prove testimoniali ed i risconti esterni.

Denota sicurezza quindi la Procura in un caso che, visto da fuori, sembra tutt’altro che risolto. Solo in queste ore, infatti, un testimone avrebbe spostato indietro l’ora del delitto ed Ivano Russo sarebbe tuttora sotto interrogatorio.

Tutti questi cambiamenti di versione dei fatti, spostamenti di orari, testimonianze prima ignorate e poi riviste potrebbero essere invece molto favorevoli alle difese di Sabrina e Michele Misseri, e l’assenza di prove materiali potrebbe dare il colpo di grazia al processo.

Oggi infatti, a "Pomeriggio Cinque" c’era un opinionista che chiedeva a viva voce la liberazione di Sabrina Misseri, dato che l’unica cosa che la trattiene in carcere è la chiamata in correità fatta dal padre Michele.

Quest’opinionista affermava, tra le proteste del pubblico, che l’unica cosa che trattiene in carcere la Sabrina Misseri è la voglia dell’opinione pubblica di avere un colpevole su cui scaricare la rabbia per la morte della piccola Sarah.

E questo, in piccola parte, è vero. Aspettiamo la conclusione delle indagini e l’inizio del processo ed auguriamoci che, dopo tutto questo clamore, il caso Sarah non sia un altro di quei casi con tanti indiziati e nessun colpevole condannato.

Fonte: edizione di Bari della Repubblica

Foto: media NF

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