Il maresciallo Cirmi tra i sommozzatori all’opera sulla nave Costa …

altMonterosso Almo – Tra i componenti delle squadre di ricerca che stanno operando all’isola del Giglio sul relitto della nave Concordia c’è anche un monterossano, si tratta del Maresciallo Capo Giovanni Cirmi, comandante del Nucleo Sommozzatori presso la Stazione Navale della Guardia di Finanza di Rimini.

Cirmi, classe 1972, arruolato nella Guardia di Finanza nel 1995, dopo aver frequentato, per 2 anni la scuola sottufficiali della GdF a Cuneo e L’Aquila viene assegnato, col grado di maresciallo all’Uff. Addestramento e Studi dell’Accademia della GdF di Bergamo.
Nel 2001 supera la selezione per diventare sommozzatore della GdF e frequenta il relativo corso presso La Scuola Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia. Dopo circa 5 mesi di corso (duro e selettivo) acquisisce la specializzazione di sommozzatore.

altTra i compiti che i sommozzatori della GdF sono chiamati ad assolvere vi sono attività di polizia marittima, tutela archeologica ed ambientale ed anche attività di ricerca e soccorso. Per quest’ultimo motivo, in occasione del tragico incidente della M/N Concordia, il Nucleo sommozzatori della GdF di Rimini in sinergia con i Nuclei smz di Livorno e di Civitavecchia, sono stati chiamati ad operare presso l’isola del Giglio in cooperazione con i subacquei di tutte le altre Forze di Polizia e della Marina Militare.

“L’ambiente è ostile – afferma il maresciallo Cirmi – se all’esterno della nave le acque che bagnano l’isola sono trasparenti, all’interno della nave le operazioni sono molto difficili a causa della mancanza di luce e della presenza di una miriade di oggetti (mobili, suppellettili ecc..) in sospensione; l’acqua stessa è resa torbida e putrida da polvere, sporco e da migliaia di tonnellate di derrate alimentari in putrefazione, a ciò si aggiunge il pericolo rappresentato da vetri spaccati, ferri appuntiti, oggetti pesanti pericolanti ed altro che rendono la situazione estremamente pericolosa e per questo venivano adottate delle precauzioni atte a tutelare la sicurezza dei soccorritori. Nello specifico si penetra nella nave con il classico “filo altd’Arianna” che ti consente di ritrovare la strada nel labirinto di corridoi e cabine; viene adottata la cosiddetta regola del terzo (una regola utilizzata nelle penetrazioni in speleologia) ovvero il team di sub ha a disposizione due parametri che limitano la sua permanenza all’interno della nave ossia il tempo e l’aria a disposizione nelle bombole: l’immersione può durare al massimo 50 minuti, al termine dei quali, se il gruppo non torna a galla, viene inviata un’altra squadra per verificare se vi sono problemi e riportare in superfice chi è in difficoltà; si penetra nella nave, quindi, per 15 minuti (circa un terzo del tempo a disposizione) o fino a quando non vengono consumati circa 80 bar di aria (circa un terzo dell’aria a disposizione nella bombola; il secondo terzo del tempo o dell’aria è utilizzato per uscire dalla nave ed il terzo finale è mantenuto come margine di sicurezza.
Giorno 28 gennaio – afferma il maresciallo Cirmi – durante una operazione di ricerca nella zona poppiera della nave, al ponte 7 la squadra di sub di cui ero direttore ha ritrovato, dopo una penetrazione in un cunicolo ristretto, il cadavere di un membro dell’equipaggio; una donna Erika Soriana di nazionalità peruviana, addetta al servizio bar.
Il giorno 1 febbraio le immersioni di ricerca sono state interrotte a causa di una ulteriore diminuzione delle condizioni di sicurezza per gli operatori subacquei.

Penso – conclude il maresciallo Cirmi – di non aver fatto altro che il mio lavoro e spero che questo articolo possa contribuire a rendere onore e merito a quanti, e sono stati tanti e di varie forze dell’ordine, stanno operando in questi giorni sull’isola del Giglio con spirito di sacrificio, abnegazione e senso del dovere nella speranza, nei primi giorni, di trovare qualche superstite o, in questi giorni, di poter riconsegnare alle lacrime dei familiari almeno i cadaveri delle vittime”. (Clicca sulle foto per ingrandirle : foto 1 Il maresciallo Giovanni Cirmi al Giglio con alle spalle il relitto della Concordia, Foto 2 in immersione con la campana della nave, foto 3 con i colleghi ).

 

 

Tags: cirmi | costa concordia | Monterosso | Monterosso Almo | sommozzatore

Aggiungi commento


Aggiorna

Fonte: http://www.ilgiornalediragusa.it/notizie/attualita/39485-il-maresciallo-cirmi-tra-i-sommozzatori-allopera-sulla-nave-costa-concordia.html

This entry was posted in Internet and tagged , . Bookmark the permalink.

Comments are closed.