iL NAUFRAGIO DEL GIGLIO
Costa, legale americano: 1,5 milioni per vittima
L’avvocato: «Risarcimenti per i morti di ogni nazionalità»
Nel 1999 ottenne 4 miliardi a persona per la strage del Cermis
John Arthur Eaves in conferenza stampa (Reuters/Rossi)
MILANO – Due milioni di dollari (1,5 milioni di euro) per ogni vittima della Costa Concordia, ed entro un anno. Lo intende chiedere un avvocato statunitense, John Arthur Eaves , sia per i cittadini americani che per quelli di altra nazionalità. Eaves al momento rappresenta 70 persone, tra passeggeri e famiglie delle vittime, che quel 13 gennaio erano a bordo della nave naufragata all’isola del Giglio.
PRECENDETE IMPORTANTE – Eaves riuscì ad ottenere forti indennizzi per le famiglie delle vittime di un altro disastro, quello della funivia del Cermis: il 3 febbraio del 1998 un aereo militare americano tranciò i cavi della funivia italiana causando la morte di 20 persone di diverse nazionalità europee. Entro dicembre 1999 furono stanziati 4 miliardi di lire per ogni vittima, in buona parte a carico del governo degli Stati Uniti.
TERMINI PROCESSUALI BREVI - «Avvieremo azioni legali sia in Italia che negli Stati Uniti, ma sicuramente il sistema giudiziario americano offre dei vantaggi soprattutto per termini processuali molto più brevi», ha spiegato l’avvocato in un incontro con la stampa a Roma. «La nostra prima missione è far sì che nel processo che intenteremo negli Usa nei confronti della Carnival Corporation le vittime non statunitensi abbiano risarcimenti uguali ai cittadini americani».
OFFERTE INSUFFICIENTI – Secondo Eaves le prime offerte di risarcimento della Costa Crociere sono «del tutto insufficienti», perché «La vita della persona nella giurisprudenza statunitense ha un valore molto grande e per me è importante che non ci siano differenze tra nessuno . Ci siamo riusciti dieci anni fa con la vicenda di Cavalese risarcendo le famiglie delle vittime del Cermis con due milioni di dollari e ora la vita della persona vale molto di più». La garanzia è quella, quindi, della parità di trattamento almeno nelle intenzioni del legale.
LEGISLAZIONE MARITTIMA - A offrire supporto a Eaves c’era anche un collega italiano, Enzo Fogliani, docente universitario di Diritto della Navigazione dei Trasporti, che ribadisce: «È necessario adeguare la legislazione marittima a quella aerea», specialmente in termini tecnici riguardo a controllo e sicurezza dei passeggeri. A questo riguardo, poi il legale statunitense ha aggiunto: «Saremo uniti all’International Maritime Organization delle Nazioni Unite per cambiare il modo in cui il business delle crociere opera, rendendo più stringente l’applicazione delle regole sulla sicurezza. Siamo inoltre convinti che il naufragio della Costa Concordia possa sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di applicare meglio o modificare la Convenzione sulla salvaguardia della vita umana in mare».
9 febbraio 2012 | 14:28© RIPRODUZIONE RISERVATA




